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E' un video della durata di 13 minuti che, nella  sceneggiatura, usa alcune cartelle cliniche dell'archivio storico  dell'Ospedale Psichiatrico di Roma, S. Maria della Pietà. E' stato presentato  alla mostra documentaria "LA LINEA D'OMBRA" inaugurata presso l'Ospedale Psichiatrico di S. Maria della Pietà nel settembre del 1995. Nel 1996 ha inaugurato il 1° Sacher Festival di Roma.

Attraverso il documento clinico, vengono proposte quattro storie emblematiche distribuite su un arco di tempo che va dalla introduzione delle prime cartelle cliniche "pre-stampate", dovuta all'alienista imolese Giovanni Gualandi (direttore al S. Maria della Pietà negli anni 1851-1860), fino al periodo immediatamente precedente la seconda guerra mondiale.

Si tratta di un arco di tempo estremamente denso nel percorso  di fondazione della Psichiatria italiana in cui il  Manicomio viene a costruire, in senso positivo e medico, la propria fondazione  teorica di luogo terapeutico per eccellenza  della  follia fino  al progressivo declino, negli anni post bellici, verso  una posizione unicamente segregante e custodialistica. Sono gli anni del lungo dibattito e poi della legge Giolitti del 1904; la  fondazione, 1873, della Società Italiana di Freniatria e, nell'ambito  della  dottrina alienistica, il passaggio dalla  nosografia francese di metà '800 (sostanzialmente la folie e la manie esquiroliane),  alla nosografia tedesca kraepeliniana, fondata  sulla figura centrale della "Dementia Praecox", fino alla introduzione da parte di Bleuler nel 1911 del "gruppo delle Schizofrenie". Gli anni  fra le due guerre, inoltre, vedono il progressivo  sviluppo delle tesi psicoanalitiche e, in Italia, per altri versi, la  parabola - importante sul piano della assistenza psichiatrica - del periodo fascista. Per il S. Maria della Pietà, il secolo dal 1850 alla seconda guerra, comprende il lungo dibattito sul  trasferimento  dalla sede della Lungara a Monte Mario inaugurata  poi  da Vittorio Emanuele III il 31 maggio del 1914 (la Lungara sarà definitivamente chiusa solo dieci anni dopo).

Le quattro storie riportate nel video vogliono, quindi, essere solo la traccia di un discorso storico molto più denso che è sullo sfondo e che corre parallelo alle immagini veloci ed evocative dei luoghi del manicomio. Esse rappresentano differenti possibilità di percorsi di vicende umane che, ad un certo punto, si incrocino con la necessità del ricovero in Manicomio: un sacerdote trentenne ricoverato nel 1852 per "Mania furiosa, quindi  eroto-mania" che, dopo sette mesi di duro ricovero, può essere  dimesso  perfettamente guarito; una ragazza,  anch'essa trentenne, affetta da "carattere isterico, deficienza morale" viene accompagnata dal facoltoso marito in ospedale il 18 dicembre 1905 e non ne uscirà mai più. Un giovane di 16 anni "Psico-degenerato  omosessuale (passivo)" rimarrà ricoverato 5 anni, dal 1939 al  1943, passando dai padiglioni dei "Pericolosi" ai "Criminali" per poter essere poi dimesso definitivamente. In cartella si leggono le accorate lettere della matrigna al Direttore. Infine una signora di 58 anni, "Alcolista", la quale, dopo un periodo di delirio persecutorio e una lunga agonia, morirà dopo pochi mesi dall'ingresso.

Le storie sono organizzate secondo il registro della istituzione manicomiale e non secondo la continuità della vicenda soggettiva di ciascuno dei personaggi. Tutte si organizzano  intorno ai tre fondamentali capitoli dettati dal percorso del  ricoverato in  un ospedale psichiatrico: le vicende che portano al  ricovero ("FUORI"), la permanenza nell'ospedale ("DENTRO") e, infine, le varie possibilità di esito del ricovero ("USCIRE").

Le immagini e il testo tengono ad evitare il più possibile i luoghi comuni della critica alle istituzioni manicomiali; seguono il  filo del declino delle iniziali ipotesi  terapeutiche legate alla  fondazione del Ospedale Psichiatrico in linee parallele  al declinarsi delle storie custodite nelle cartelle che, per definizione, seguono la parabola della speranza. Le immagini evitano di soffermarsi sui ricoverati; la scelta è sui luoghi che, scenografia  sopravvissuta ad antiche vicende di vita, mantengono  intera la funzione a poter evocare, come puntualmente viene anticipato nel  video, "...storie di follia, ma anche storie di uomini e di donne, di medici e di giudici, di sentenze e di condanne...".

Il video è di un certo interesse come documento a carattere storico, ma tende anche ad una funzione di tipo didattico e divulgativo per introdurre, nel modo più naturale e semplice possibile, nel clima autentico delle istituzioni  psichiatriche  del passato, ma soprattutto nel percorso che, tuttora, prende origine dalla intersezione di vicende semplici di vita con  i  contesti psichiatrici che debbano, poi, prendersene cura.

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