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N E W S C O N T A T T I R I C E R C A L I N K S F O R U M

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Ogni cosa ´┐Ż illuminata.
quando comincia la ricerca

di Liev Schreiber (2005)

´┐ŻMa la citt´┐Ż non dice il suo passato,
lo contiene come le linee d´┐Żuna mano´┐Ż
(Calvino, 1972, 10)

 Il film.

Jonathan Safran Foer, un giovane studente ebreo americano, decide si reca in Ucraina per cercare Augustine, donna che conosce solo tramite una foto, e che ha giocato un ruolo fondamentale nel passato di suo nonno Safran, salvato per merito di lei, dai nazisti. Il viaggio ´┐Ż raccontato da Alexander Perchov, compagno d'avventura di Jonathan, il cui padre gestisce a Odessa un'agenzia di viaggi che organizza percorsi in luoghi ricchi di ricordi ebrei. Nel viaggio ci sono anche il nonno di Alex, finto cieco, "sopravvissuto" ed ebreo che ha cancellato la sua "ebraicit´┐Ż" fino a trasformarla in rabbioso antisemitismo, e la cagnetta ´┐Żpsicopatica´┐Ż Sammy Davis jr. jr. Il viaggio si conclude nella casa della sorella di Augustine, immersa in un immenso campo di papaveri.

La visione.

Una pietra di ambra non avrebbe senso se non fosse proprio quella pietra che pende al collo di una donna ritratta - sostenuta dal braccio del suo compagno - mentre la sua pancia ´┐Ż gi´┐Ż rotonda. Strano destino l´┐Żincontro di due elementi che fino ad allora erano rimasti chiusi nelle rispettive bustine di oggetti da collezione! Forse quella foto e l´┐Żambra ora hanno uno statuto diverso perch´┐Ż ti giungono come eredit´┐Ż di un nonno che, da vivo e da giovane deve averti pensato. Se sei stato pensato non ha pi´┐Ż senso collezionare, ma ha senso cercare. A questo punto si capisce perch´┐Ż gli occhiali ´┐Ż che all´┐Żinizio del film sono sempre in primo piano ´┐Ż li senti troppo ingombranti per essere veri. Ti viene da pensare che, come per il nonno di Alex, stavano a testimoniare una cecit´┐Ż inautentica, necessaria per tenersi a distanza da quello che pu´┐Ż accadere. Jonathan Safran Foer si mette in viaggio perch´┐Ż si incrina il rigido senso ossessivo del collezionista e, guidato da una foto che parla d´┐Żamore e di lutti, cerca risposte ad una domanda che ancora non conosce, ma che sicuramente riguarda il nonno Safran e se stesso: ´┐Żtuo nonno prima di morire mi ha detto di darti questa!´┐Ż.

Gli occhiali sono uno schermo opaco che permette di non vedere, mentre ´┐Ż come agli inizi della vita ´┐Ż ´┐Ż lo specchio che fa vedere. Piano piano ci si incontra nello specchio: l´┐Żimmagine che ci pu´┐Ż tornare incontro (Lacan). E´┐Ż nello specchio retrovisore della macchina che il nonno rivede i propri occhi commossi e nello specchio laterale, ad un certo punto, si disegna la luna. E´┐Ż il segnale di qualcosa che dopo una lunga parabola, come la luna, ritorna. Il nonno che ora vede sempre pi´┐Ż chiaro, si fermer´┐Ż davanti ad un campo di girasoli che fa pensare a Van Gogh e a Kurosawa: ´┐Żandatelo a chiedere l´┐Ż!´┐Ż. L´┐Ż c´┐Ż´┐Ż una donna chiusa in un tempo che non procede e che chiede: ´┐Żuna domanda: ´┐Ż finita la guerra?´┐Ż; una casa immersa e nascosta da infiniti girasoli e panni bianchi che segnalano il vento. In quella casa c´┐Ż´┐Ż un´┐Żaltra collezionista che custodisce la ´┐ŻPolvere´┐Ż e i ´┐ŻCasomai´┐Ż; ovvero: costringere dentro una scatola ci´┐Ż che per definizione cerca gli spazi infiniti. Ma ´┐Ż Tachimbrod il luogo cercato! un luogo dove ciascuno si trova convocato in un crocevia in cui 1064 vite si sono incrociate con nazifascisti che ne hanno colto la vita tutte nello stesso momento, tranne due: Safran che per amore era appena partito e il nonno di Alex che, incredulo, si ritrova vivo nonostante l´┐Żesecuzione. Il nonno pu´┐Ż ricostruire il suo ricordo che ha il carattere del sogno: ´┐Żc´┐Ż´┐Ż qualcosa che non va nel nonno. E´┐Ż come se mio nonno sognasse continuamente!´┐Ż´┐Ż; forse proprio quello che lo aveva reso cieco per tanto tempo ´┐Żfinch´┐Ż ogni cosa ´┐Ż illuminata dalla sua propria luce´┐Ż.

In realt´┐Ż ´┐Ż la storia della rottura della logica del collezionare. Uno psicoanalista ´┐Ż sempre attento al progetto psicologico del collezionismo, ovvero evitare le angosce del pensiero creativo attraverso la raffinata soluzione delle ossessioni: ´┐Żperch´┐Ż lo fai?´┐Ż chiede incredulo Alex; ´┐Żforse perch´┐Ż ho paura di dimenticare!´┐Ż risponde Jonathan. Si tratta infatti non di un vero e proprio collezionista, ma di uno che cerca di salvaguardare ad ogni costo la propria memoria ´┐Ż´┐Ż fino al momento in cui diventava visibile il nesso logico´┐Ż´┐Ż. (Bollas 2000, 142) fra due dati fino a quel momento dissociati. Decine di pazienti, quindi, passano sullo schermo e si chiamano Safran Foer: Franca che cerca continuamente dei numeri o delle frasi che descrivano come si ´┐Ż sentita durante la seduta e questo le serve per arrivare alla prossima settimana; Manuela che da un po´┐Ż di tempo mi fa vedere il suo ´┐Żquadernino´┐Ż su cui durante la seduta scrive alcune frasi che io le propongo; Salvatore che durante la settimana scrive i suoi pensieri su fogli protocollo che tira fuori dalla tasca per iniziare ogni seduta´┐Ż Cesare che da un po´┐Ż di tempo ha comprato una Moleskine ´┐Żquelle agende che Chatwin usava per gli appunti di viaggio, dottore!´┐Ż.´┐Ż

Strano modo di collezionare se la terra che cogli nel sacchetto ora la regalerai al nonno e la spargerai sulla sua tomba americana perch´┐Ż anche per lui il cerchio si possa chiudere: la terra lasciata per amore che per mano di un figlio viene a cercarti e ti ritrova. Forse questo vuol dire quando si pensa che i morti continuino a vivere´┐Ż ´┐Ż la felice commozione degli incontri che ti fa pensare che una serie di oggetti, nascosti nel mondo, continuano a cercare chi li ha lasciati.

Come nei percorsi di cura e nella vita, le domande non sono solo tue; non esistono mai prima e sono gli incontri che ti spingono a formularle. Questa volta la foto ´┐Ż il primo di una serie di eventi che non possono pi´┐Ż essere collezionati e la domanda spinger´┐Ż verso una immensa serie di fatti che sono sopravvissuti perch´┐Ż congelati in bustine trasparenti o sotterrati nel campo dei ´┐ŻCasomai´┐Ż. Per fortuna, come prima cosa la domanda spinge a chiedere aiuto e costringe alla felice scoperta che il nostro S´┐Ż ´┐Ż fatto dell´┐Żesperienza di mille altri, incontrati spesso senza neanche saperlo. Per questo forse Safran Foer incontra Alex il cui padre dirige un'agenzia di ´┐ŻViaggi Tradizione´┐Ż, specializzata in tour per ebrei americani che vogliono rivisitare i luoghi da cui sono fuggite le loro famiglie per salvarsi dai nazisti. Non sar´┐Ż solo Alex ad accompagnare Foer nel suo viaggio, ma ci saranno anche il nonno ´┐Żcieco´┐Ż e il cane ´┐Żpsicopatico´┐Ż Sammy Davis jr. jr. Quando si incontrano, tutti e tre sono esattamente speculari a Foer: non hanno nulla di cui occuparsi e ´┐Ż ciascuno a modo proprio - sono tutti e tre ciechi. Alla famiglia Perchov, di Odessa, accade di dover accompagnare qualcuno alla ricerca di qualcosa di importante, ma questa volta il padre di Alex si sbaglia a pensare che si tratter´┐Ż del solito noioso lavoro di accompagnare un ebreo che cerca delle persone morte: ´┐Żnessuno vuole accompagnare un ebreo che cerca persone morte:´┐Ż per´┐Ż ´┐Ż facile, bisogna solo accompagnarlo ad un cimitero e dirgli che la persona che cerca non c´┐Ż´┐Ż pi´┐Ż´┐Ż sono certo che la donna che cerca ´┐Ż sicuramente morta´┐Ż´┐Ż. Un analista comincia a sentire che si tratta di qualcosa che lo riguarda.

Quando lo incontrai per la prima volta, Saverio aveva 19 anni. Il mio incontro con lui ebbe il tono della sfida, non fra me e lui, ma la sfida verso la sua certezza che si trattava di andare a ricercare un padre semplicemente e definitivamente morto. Lasciai il padre morto e mi misi a seguire la sua rabbia e le sue sfide. Da anni aveva sospeso la sua vita perch´┐Ż la realt´┐Ż gli aveva strappato ogni sogno e per non sentirsi morto aveva dichiarato guerra a tutti. Arriv´┐Ż in analisi dopo essere stato in carcere per aver partecipato a violenti risse e proponendomi la sua catastrofe interna in una precisa sfida: ´┐Żnon so bene in che cosa l´┐Żanalisi mi possa aiutare, ma so che ´┐Ż la mia ultima chance´┐Ż Se lei mi dice che mi pu´┐Ż aiutare, va bene! Ma io le confesso che non ci credo´┐Ż. Colsi l´┐Żaspetto onesto ed intimo del suo dramma e forse sentii questo come un possibile spazio di cura. Colsi il suo dramma in una scena che mi riguardava personalmente ed in cui lui mi evocava come padre toccando il mio bisogno di esserlo (per me stesso, nella mia vita). In questa scena che si disegn´┐Ż immediatamente nei miei occhi come automatica reazione all´┐Żangoscia che Saverio mi porgeva, io mi vedevo nell´┐Żingresso di casa mia, in piedi, vivo e solo. Fu l´┐Żinizio della ricerca.

Chi deve essere guidato a ritrovare quello che ha perduto? La domanda la pone uno solo, ma tutti gli altri si trovano ´┐Ż lo vogliano o meno ´┐Ż a fare lo stesso viaggio. Quando le cure funzionano nessuno sar´┐Ż mai pi´┐Ż lo stesso; i viaggi cambiano le storie anche quando pensiamo che, semplicemente accompagneremo qualcuno a scoprire che ci´┐Ż che cerca ´┐Ż definitivamente morto. Nonostante la fobia per i cani, Safran Foer dovr´┐Ż fare il viaggio seduto a fianco a Sammy Davis jr. jr. e alla fine lo abbraccer´┐Ż commosso; Alex cambier´┐Ż il suo modo di parlare e di vestire e il nonno potr´┐Ż togliere definitivamente gli occhiali e cominciare a sospettare un proprio passato intimo ed intenso: ´┐ŻParlagli di Odessa´┐Ż ´┐Ż un bravo ragazzo´┐Ż bisogna aiutarlo a trovare quello che cerca!´┐Ż

Quello che cerca non ´┐Ż un villaggio, ma una donna, anzi un uomo, un pezzo di storia che il nonno gli ha consegnato sapendo che la propria vita era troppo breve per compiere tutto quello che ´┐Ż necessario ad un uomo. Come in The Terminal, i figli, all´┐Żinizio, sono stati inventati perch´┐Ż la vita di un uomo ´┐Ż pi´┐Ż breve del suo desiderio, ed ogni figlio avr´┐Ż solo a disposizione le memorie dei padri per cercare il proprio posto. La memoria segna l´┐Żinizio della vita ed ´┐Ż la cifra di ogni possibile percorso. Alcune volte ´┐Ż oscura, ma la sua esistenza ´┐Ż certa. Il futuro serve perch´┐Ż diventer´┐Ż memoria e, per fortuna, non solo per noi. Nel film le memorie sono gli oggetti sotterrati in un campo e da l´┐Ż attirano il loro signore che, prima o poi, verr´┐Ż a le scoprirle; qualcuno capiter´┐Ż da quelle parti e ´┐ŻCasomai´┐Ż si incrocer´┐Ż con la polvere o con un anello nuziale.

Le memorie sopravvivono agli uomini forse perch´┐Ż prima o poi ´┐Ż giusto (´┐Ż naturale?) vengano alla luce´┐Ż forse nel mondo niente si dimenticher´┐Ż mai di quello che accade´┐Ż ciascuno vive perch´┐Ż deve portare alla luce un frammento di verit´┐Ż che tutti hanno dimenticato e che si incarner´┐Ż nel bisogno di qualcuno. Vale la risposta finale della sorella di Augustine. ´┐Żl´┐Żanello non ´┐Ż qui per voi, ma voi siete qui per l´┐Żanello!´┐Ż Alla fine, ´┐Ż un modo acuto per rispondere a quella sottile sensazione che piacevolmente accompagna ogni uomo da sempre e per la quale ci si scopre a chiedersi fino a che punto i percorsi infiniti che tracciamo nel nostro tempo sono tracciati da noi o, semplicemente ciascuno, come gli eroi con il loro fato, semplicemente si fa portare dall´┐Żeco insistente e tenace di una traccia che ci guida e ci precede. E´┐Ż difficile (spesso doloroso) sapere di essere soli di fronte alle scelte´┐Ż forse siamo continuamente portati da braccia leggere e forti che per fortuna, quando va bene, riescono a non farsi sentire consegnandoci la certezza di essere solo noi i padroni delle nostre scelte (Winnicott).

Alla fine le esperienze toccano ciascuno e ciascuno non sar´┐Ż pi´┐Ż quello di prima: potrai tornare alla vita di New York, ma ritroverai quello che hai lasciato in Ucraina dove ´┐Ż´┐Ża Odessa i campi di grano sono morbidi come i capelli delle donne e dove ´┐Ż il posto pi´┐Ż bello per innamorarsi e prendere moglie!´┐Ż. Quando le cure funzionano ´┐Ż esattamente cos´┐Ż. Si tratta di una serie di percorsi sparsi che senza saperlo convergono verso un punto solo che, alla fine rappresenta una zona in cui tutti almeno una volta si sono incontrati nella loro vita. Non si tratta di Trachimbrod (in s´┐Ż quello ´┐Ż un luogo che interessa pochi ´┐Ż alla fine i due nonni e la sorella di Augustine) ma tutti si incontrano nella zona in cui ´┐ŻCasomai´┐Ż qualcuno, qualche volta potrebbe cercarti perch´┐Ż tu esisti gi´┐Ż prima. Il viaggio di Safran Foer non ha una meta, ma un punto di gravit´┐Ż che solo alla fine potr´┐Ż svelarsi: una donna che custodisce all´┐Żinfinito una infinit´┐Ż di oggetti che aspettano di appartenerti. Per questo Jonathan potr´┐Ż ripartire portandoli per sempre con s´┐Ż e per questo il nonno di Alex ora pu´┐Ż morire.

 ´┐Żil caso, specie fra gli umani, ´┐Ż raro, ma non impossibile´┐Ż
(Asor Rosa, 2005)

Giuseppe Riefolo

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